DIARIO ARBE GARBE & EUGENE CHADBOURNE

Arbe & Chad (Federico sta fotografando...)

Una volta un giornalista ci attribuì come zio putativo Tom Waits. Eravamo appena all’inizio degli Arbe  e la cosa ci pareva plausibile per alcune affinità. Poi conoscemmo Doc Chad e, con tutto il rispetto per mr Waits, trovammo finalmente il nostro zio d’America. Chad è passato da noi anche questa volta. E’ ormai una tradizione, come il 25 aprile e le visite ai parenti nel giorno di Natale. Ogni volta a salire sul palco assieme a lui sembra di stare sulle montagne russe. Chiude il carrello e si parte dentro uno spettacolo che fila via dritto e veloce col serio rischio di deragliare ad ogni curva. Zio Chad nel primo vagone ride e si diverte a cambiare il percorso quando meno te l’aspetti,  girandosi a fissarti con la faccia distorta come l’accordo che ha appena sparato fuori dall’ampli. Guida lui e noi dietro. Non si discute. Eppure quando arrivi alla fine e scendi con le gambe che tremano, tutto è andato via liscio senza troppi scossoni. Ci siamo divertiti anche quest’anno, con un repertorio che spaziava dal free di Don Cherry a Beat It di Michael Jackson a Space is The Place, che a suonarla con lui fa un altro effetto. Sì perché lo zio Chad li ha conosciuti davvero questi mostri, ha suonato sugli stessi palchi e si è mischiato con loro nei backstage, come quando si è fermato a parlare con June Tyson, l’eterna corista di Sun Ra (quella che fa gli acuti di Space Is The Place) che  ormai non aveva più voce per la malattia, e ci stava dando dentro con sigarette varie e violino.

Ad ascoltarlo, Chad, non ci si crede a quanto ha fatto e visto. Tipo la volta che incontrò William Burroghs.  Suonava a Lawrence, in Kansas, e chiese ad un amico comune l’indirizzo dello scrittore per fargli visita nella sua casa-ufficio piena di persone che lavoravano alle traduzioni, e di gatti. Una persona spettacolare – ricorda Chad – ci ha ospitati e ci ha fatti suonare per lui. Burroghs mi ha cambiato la vita, e quando io, imbarazzato, gliel’ho detto, mi è sembrato ben felice di ricevere il complimento senza tirarsela. L’ unica perplessità è nata quando mi son chiesto come mai un tipo tanto cordiale e gentile, avesse potuto far secca sua moglie con un proiettile in testa giocando al Guglielmo Tell. Ps: pare sia già in giro la copia pirata del nostro nuovo disco su Don Cherry assieme a doc Chad.

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