Una volta un giornalista ci attribuì come zio putativo Tom Waits. Eravamo appena all’inizio degli Arbe e la cosa ci pareva plausibile per alcune affinità. Poi conoscemmo Doc Chad e, con tutto il rispetto per mr Waits, trovammo finalmente il nostro zio d’America. Chad è passato da noi anche questa volta. E’ ormai una tradizione, come il 25 aprile e le visite ai parenti nel giorno di Natale. Ogni volta a salire sul palco assieme a lui sembra di stare sulle montagne russe. Chiude il carrello e si parte dentro uno spettacolo che fila via dritto e veloce col serio rischio di deragliare ad ogni curva. Zio Chad nel primo vagone ride e si diverte a cambiare il percorso quando meno te l’aspetti, girandosi a fissarti con la faccia distorta come l’accordo che ha appena sparato fuori dall’ampli. Guida lui e noi dietro. Non si discute. Leggi tutto

